Le novità tecnologiche di Bari negli ultimi 10 anni

Sempre più turisti e apprezzata, perchè offre molti servizi. Dal 2008 al 2018 il numero di turisti che hanno scelto di pernettare a Bari è aumentato in termini percentuali, rispetto a quello di Lecce.

Bari è sempre più conosciuta a livello nazionale e questa volta, per fortuna, la cronaca nera non c’entra nulla. Il numero delle presenze turistiche a Bari nel periodo 2008-2018 è cresciuto in termini percentuali molto più di Lecce, considerata, non a caso una delle più delle città d’arte d’Italia. La focaccia batte la puccia verrebbe da dire, ma quello che spinge sempre più persone a scegliere Bari come meta da visitare e come luogo centrale in cui pernottare e magari muoversi per esplorare la Puglia, ha origini extra culinarie.

 

Vittoria di strategia

I più grandi cambiamenti di Bari negli ultimi 10 anni e la conseguente gratificazione in termini di presenza dei turisti nelle strutture di soggiorno della città, sono il frutto di una maggiore organizzazione e capacità di rispondere alle esigenze dei visitatori. Questa trasformazione estremamente positiva è avvenuta grazie a 2 leve trainanti, in grado di modificare il volto di Bari e rendendola finalmente una città europea.

 

La ricetta vincente si chiama innovazione tecnologica

Bisogna dare merito a Vendola di essere riuscito a canalizzare tantissimi sogni e speranze dei giovani baresi nella proposta di numerosi bandi, finanziati con i fondi europei, attraverso cui sono nate moltissime start up di successo, improntate sullo sviluppo tecnologico e sulla creatività.

Questo meccanismo virtuoso ha da un lato avvicinato investitori stranieri e dall’altro ha fatto comprendere a molti imprenditori del barese come puntare sulla qualità dei prodotti e sulle nuove tecnologie avrebbe fatto crescere i profitti delle loro aziende.

In questo scenario di rinnovamento culturale i 2 settori che hanno manifestato i maggiori cambiamenti rispetto al passato sono :

  • l’enogastronomia creativa e di qualità;
  • il lavoro nell’ambito tecnologico e comunicazione d’impresa.

 

Eataly a Bà

La decisione di Oscar Farinetti di posizionare l’unica sede di tutto il sud Italia proprio a Bari dovrebbe far riflettere sulle possibilità di ritorno d’immagine che avrebbe potuto godere da questo tipo d’investimento. In effetti in una città come Bari, dove il cibo di qualità non manca, si potrebbe affermare che non vi fosse tutta questa necessità di una struttura di questo tipo. L’importanza strategica di aver posizionato Eataly all’interno della Fiera del Levante, va ben oltre la bellezza di poter godere del panorama del mare di Bari, mentre si gusta un delizioso panino gourmet con capocollo di Martina Franca e provolone podolico.

L’azienda di food e beverage che esporta il marchio del cibo italiano nel Mondo ha scelto di costruire la sede presso la Fiera del Levante, in virtù dell’ambizione esplicita di Minervino di ridare blasone a questo posto, trasformandolo nel nuovo centro innovativo e punto di riferimento per tutta la regione Puglia. Non è un caso se a neanche cento metri dal Eatay vi sono sia la sede dell’Apulia Film Commision che quella dell’Hub Impact di Bari, di cui si parlerà più avanti.

 

Il nonno e le nipotine in maglietta arancione

Sono lontani i tempi in cui era lo stesso titolare della nota pescheria “Il nonno” a invitare i clienti a mangiare gli “allievi” direttamente dalle vaschette in cui erano contenuti. I tempi cambiano per tutti e quando si parla di “fare soldi” e capitalizzare le risorse è facile che anche la più tradizionale delle pescherie di Bari voglia cambiare la propria immagine “locale” e vendersi come un luogo tipico sì, ma in grado di essere apprezzato anche da turisti e gente meno “avvezza” a mangiare i frutti di mani con le mani o che ama accompagnare gli scampi con un “prosecchino” piuttosto che con una birra Peroni. Come ha insegnato egregiamente il progetto di Pescaria di Polignano, divenuta un’impresa di fama nazionale, grazie al sapiente uso dei social network, o come ha fatto la “Pescheria del Colonnello Ciccià”, grazie al suo ammirevole storytelling, anche il Nonno ha compreso che era ora di cambiare e di sfruttare la qualità eccelsa dei suoi prodotti ittici, per venderli ad un prezzo maggiore, allargando la fetta dei potenziali clienti. E’ proprio a questo che serve uno specialista del marketing ed è sempre per questa ragione che tutte le attività locali che vogliono reggere al passo dei tempi e magari “sfruttare” il boom di popolarità raggiunto da Bari e dai prodotti enogastronomici pugliesi, dovrebbero curare maniacalmente la scheda mybusinness della propria attività. Anche il nonno ha compreso l’importanza di sostituire i vecchi baffuti di un tempo, che indossavano della magliette bianche macchiate di sangue di pesce, con delle ragazze di 20 anni, tutte rigorosamente provviste di magliette arancioni e tette di buona dimensione.

 

Impact Hub

Il primo spazio di coworking di Bari, si propone come un luogo di 1600 metri quadrati votato all’innovazione sociale. Si tratta di una struttura, sita in Viale Volga, nata con l’ambizione di mettere nello stesso ambiente di lavoro tanti liberi professionisti e aziende, creando le basi per sinergie che aumentino la qualità dell’operato. Si tratta di uno spazio in cui un professionista, specializzato ad esempio in grafica per e-commerce potrebbe affittare un desk nella zona condivisa di open space ed avere come compagno di scrivania uno sviluppatore di software ed essere coinvolto da un’azienda che lavora in team in uno spazio chiuso, sempre in Hub, in un progetto lavorativo. Le potenzialità di Impact Hub di trovare lavoro o di creare eventi di una certa portata al suo interno, prenotando la sala delle Edere o delle Sterlizie, sono sempre moltissime, ma mai quante sono le probabilità di conoscere ragazzi e ragazze con la passione di SEO o di web marketing, durante un pranzo, preparato nella coloratissima cucina condivisa.

Anche io ho lavorato come SEO presso questa struttura, per conto di Socialware, ma una volta ultimati i progetti sul posizionamento di parole chiave strategiche, connesse con l’attività del Gruppo San Marco e dell’azienda No Problem Flight, ho preferito lavorare altrove, anche perchè uno degli aspetti negativi di frequentare uno spazio condiviso sito in Fiera, oltre alla distanza oggettiva, visto che adoro muovermi in bici, è l’alto tasso di distrazioni, legati ai tanti rumori e alle tante belle presenze che popolano l’ambiente.

 

Spazio 14

Si tratta del primo spazio di coworkin nel centro di Bari e visto che nell’immaginario barese la Fiera del Levante e quindi Impact Hub sono “n gul alla lun”, diventa molto più appetibile per chi non dispone di automobile o vive in zone meno periferiche. Questo luogo è frequentato da molti articolisti e storyteller che non potendo permettersi una scrivania ad Impact Hub, che oggettivamente costa molto di più, preferisce lavorare e sperimentare l’esperienza di uno spazio condiviso, ad un prezzo più economico. L’innovazione non necessita di enormi investimenti, visto che tutti i possessori di partita iva o anche semplici appassionati di informatica e comunicazione via web, possono spendere 165 euro + IVA per lavorare presso lo Spazio 14. Il vantaggio di svolgere la professione in un luogo di coworking è quello di essere facilmente contattati da un’azienda che, quando è alla ricerca di figure più innovative, specializzate nell’analisi dei dati di un’ecommerce o in campagne SEA con Adwords o Facebook, troveranno molto naturale e logico “pescare” direttamente da questi spazi, perchè sicuri delle competenze di chi fa questo di mestiere. E poi diciamocelo: fa molto figo lavorare in coworking. Se si chiudono un po’ gli occhi e si silenzia l’orologio vocale del proprio MAC, si può persino pensare che sia la derivazione più moderna ed innovativa dell’idea di co-love tanto cara ai sessantottini.

 

Scenari futuri per chi fa SEO a Bari

Da quello che si è potuto evincere sino a questo momento è che se sei appassionato di posizionamento online e litighi un giorno sì e un giorno non dormi, pensando agli updates di Google, oggi a Bari ci sono maggiori possibilità di mangiare bene e lavorare come consulente SEO. La contropartita di tutta questa popolarità raggiunta da Bari e alla maggiore cultura digitale dei commercianti baresi è che i SEO sono sempre più pagati e che se un SEO vuole mangiare a un ristorante pagherà di più, per mangiare di meno.

Si tratta di un trauma che si supera facilmente, soprattutto quando scoprirai che quando spieghi ai tuoi potenziali clienti che ti occupi di posizionamento organico sui motori di ricerca, non mettono subito a letto i bambini e minacciano di chiamare la polizia, ma a volte capiscono. Sempre più aziende, ma anche piccoli bugigattoli hanno la consapevolezza di quanto il social media marketing possa fare la differenza nei profitti a fine anno, più di quanto possa farlo la riduzione del prezzo di una vaschetta di patatine fritte.

Ad ogni modo ci piace pensare che tutto questo è vero e il fatto che Bari si appassioni alla tecnologia ci riempe i cip di gioia. Eppure un’altra certezza continua a offrirci speranze per il futuro, ovvero che un giorno potranno esserci pure le macchine volanti che fanno le sgommate volanti su Via Caldarola, ma il buon Di Cosimo, continuerà imperterrito a prendere prenotazioni su biglietti di carta unti di tradizione barese e ad esprimersi con un linguaggio ostile a Juncker e Moscovici…

famosa scritta pizzeria di cosimo bari