Fantasia al lungomere

lungomare di bari

Come ogni città del sud Italia che si rispetti, anche Bari ha una carta vincente: la fantasia. Dove non arriva la bellezza della città vecchia, tra stradine strette e signore sorde dal passare del tempo, intente a produrre orecchiette, non si può rimanere indifferenti, di fronte ad una delle caratteristiche peculiaris dell’homus sgagliozzas: la fantasia.

 

Dici Bari ed hai voglia di pensare a personaggi fantasiosi, viene facile prendere a pallonate il proprio cervello e massaggiare i neuroni con le punizioni a giro di Maiellaro e i dribbling funambolici di Antonio Cassano. Ma la società civile e anche meno civile barese pullula di brio ed esempi di fantasia in ogni sua forma.

Sembrerebbe che la sfrontatezza e l’accoglienza che caratterizza le popolazioni che vivono sul mare, ad alcune latitudini, si miscelino talmente bene da dare origine ad un’attitudine di vita a metà strada la genialità e la stessa strada. La manifestazione più evidente di questa piccola magia insita nel dna dei marciapiedi di Bari sono le decine di negozi a gestione più o meno famigliare e a quell’entourage di anime colte che vive per le strade, alimentandosi solo di fantasia e di qualche spicciolo, guadagnato con l’esercizio innato del sorriso.
Sono anche loro, con le giacche sgualcite, i capelli perfettamente in disordine e una peroni incollata alla mano che rendono speciale una visita a Bari.
Se non avete pregiudizi e il vostro cuore ha fatto almeno la seconda elementare, vi presento le attività commerciali più fantasiose della città e descrivo i personaggi che fatto quella storia che non leggerete mai sui libri di storia.

 

La pizzeria più stramba, ovvero la “pazzeria”

Se non avete mai ascoltato “Tanti Auguri” di Raffaella Carrà ad un volume pelino alto ed una sfilza di camerieri intenti a ballarla o siete tra quei 50 milioni di italiani che credono che la canzone si chiami “Come è bello far l’amore da Trieste in giù”, oppure non siete mai passati nel raggio di 500 metri da Largo Ignazio Chiurlia, meglio nota come Piazza Dregher.

La pizzeria Dregher o meglio la “pazzeria Dregher”, è un luogo sacro, in cui si venerano i decibel e tutta la musica italiana dagli anni ’60 sino agli alli ’90. Questo locale è un luogo d’incontro per chi vuole toccare con mano quella che è la fantasia al lungomere e con mano unta quello che è il miglior panzerotto alle rape di tutta Bari vecchia.

Volevo subito tranquillizzare mamme, bambini e polizia, perchè nonostante il titolo altamente provocatorio, commercializzano naturalmente anche la Peroni.

 

Il Marracash di Saverio

Nato come bar notturno, diventa presto un museo dall’alto valore artistico ed etilico. Volendo riassumere in poche parole quello che anima questo locale animato basta riprendere quello che vi è scritto sulle bustine di zucchero: “C non so’ matt non li volim”. Tradotto per tutti coloro che non hanno ancora sviluppato un palato di amianto, necessario per assumere sgagliozze appena “uscite” dalla piscina d’olio della signora Maria: “Se non sono matti non li vogliamo”.

I clienti certo non mancheranno viste le premesse e conoscendo bene come la fantasia spesso degeneri in follia, specie se condita con lo jodio dell’amorevole mar Adriatico.

 

L’uomo dei fazzoletti di Papa Giovanni XXIII

Non si tratta di un semplice venditore ambulante che per sbarcare il lunario commercializza fazzoletti, ma del temutissimo lanciatore di fazzoletti che, per convincere all’acquisto, non si fa troppi scrupoli nell’entrare negli abitacoli degli automobilisti, intimando di donargli qualche euro.

Conoscendo la diffidenza o la vera e propria paura che hanno i baresi di questo personaggio, posso ipotizzare che l’invenzione dell’aria condizionata nelle auto è stata realizzata con l’unico scopo di resistere, durante il periodo estivo, all’attesa interminabile che scatti il verde al semaforo presso cui domicilia questo personaggio. L’errore più diffuso infatti è quello di lasciare un piccolissimo spazio che consenta alla vettura un minimo ricircolo dell’aria, il quale però diventa un perfetto passaggio per spingere i pacchi di fazzoletti all’interno dell’automobile e quindi pretendere il pagamento del prodotto.

L’unica speranza è che il raffreddore dei vigili urbani di zona, prima o poi finisca, ma a parte questo, è impossibile rimanere impassibili di fronte al fascino della tripla effe: folclore, fantasia e ahimè…fazzoletti. Per il resto tutto bene.

 

Come sviluppa la fantasia un barese

Bari è una città in cui si respira fantasia e dove non si respira fantasia, si respira aria di panzerotti di Di Cosimo. Esistono delle componenti che rendono più facile diventare fantasiosi quando si vive in una città piena di stimoli come accade nel capoluogo pugliese. Se sei di Bari o sei in prossimità di trasferirti in questa località marittima e non ti senti abbastanza creativo per resistere ai ritmi estenuanti dei menù dei ristoranti di pesce, ti suggeriamo alcune attività da svolgere direttamente in loco.

  1. Recarsi a pane e pomodoro ad Agosto e riuscire a farti un bagno senza farti fregare il portafogli;
  2. Percorrere la pista ciclabile della città senza essere investito e senza gridare parole che iniziano con vaff e finiscono con ulo;
  3. Continuare a seguire in migliaia “la Bari” anche in serie D ed essere ancora convinti che la Champion’s League è alla nostra portata e che il centravanti della squadra è Babbo Natale.

 

I lavori più creativi da fare a Bari

Se la canzone simbolo della baresità è senza dubbio “Abbasc alla marin”, il racconto più antico che continua ad appassionare ancora oggi i giovani “galletti” della città è certamente “The History of half ass man”, meglio nota tra le buche di Japigia come “La storia di Mezzo Culo”. La qualità della narrazione e la forza della trama lascia ben intuire come dietro ogni barese si nascondi un piccolo -o mezzo- copywriter.

Non è certo un caso se i Baresi siano dei grandi chiaccheroni e amino condividere le proprie esperienze di vita con tutti, senza emoticon e senza congiuntivi.
Se nella vita sociale la buona parlantina e la capacità di richiamare l’attenzione degli amici diventano gli ingredienti giusti per risultare simpatici e benvoluti, questa inventiva e fervida immaginazione può trovare degli ottimi sbocchi anche in ambito lavorativo.

Fare il copywriter SEO, se non si ha paura di Google e di aggiungere la zucchina nel patate riso e cozze, può diventare un’ottima occupazione per tutti i ragazzi di Bari che hanno voglia di investire in un lavoro del futuro, utile e anche ben pagato. Lo ha fatto Roberto D’Aprile, perchè da sempre affascinato dal fascino discreto della Googlesia, ma anche Nello Poli, che è riuscito a canalizzare tutte queste buone intenzioni nell’evento del SEO OPEN.

Un po’ più ancorati alla penna, piuttosto che al computer, almeno in apparenza, risultano invece altri 2 soggetti nati a Bari, che hanno trovato il giusto riconoscimento lavorativo, nella professione di storytaller. Parliamo di Cristiano Carriero e di Fabio Fanelli, due tra le figure più apprezzate nel campo dello storytelling, capaci di trasformare le emozioni in parole con la stessa facilità con cui un qualunque uomo di Madonnella usa uno scoglio come una bacchetta magica per polpi.

Nella speranza di aver fatto cosa gradita, nel ricordare le origini della genialità barese, i luoghi più strani e i personali più colorati legati alla città de “LaCapagira”, ammonisco tutti i tecnocrati e burocrati all’ascolto che, per loro sfortuna, la fantasia non muorità mai.

Lo sa bene chi inebriato dai profumi delle peroni ghiacciate da tre quarti, continua ad ascoltare tra i vicoli di Bari Vecchia le voci inconfondibili del signor Michele e di mister Capacchione.

Pace all’anima loro.

Fuoco e fornacelle ai salotti borghesi e fantasia al lungomere.

 

Author: admin

Esperto Seo,adepto della setta "per setta non fa 14", copywriter barese appassionato di keywords pure e polpi crudi. Offro servizi Seo Gratis, ma solo se pagate molto bene.

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