Piccole modifiche per recuperare il traffico perso

risalire la vetta

Quando un sito è online da qualche anno è normale che possa avere dei cali nel traffico. L’importante è sapere quallo che fare per rimediare ai problemi che possono nascere dall’espandersi del progetto web.

 

Restyling dei vecchi articoli

A volte rimaniamo basiti quando notiamo un calo progressivo di traffico su di una pagina del sito che sino a quel momento aveva garantito un’ottima visibilità al sito. Questo può accadere per diversi motivi, anche se spesso, analizzando meglio i contenuti e la data di pubblicazione, ci accorgiamo che si tratta di articoli molto datati.

Google non piace premiare quei siti che lasciano per anni lo stesso articolo online, senza sentire la necessità di modificarlo, aggiornandone le informazioni.  Perchè mai dovrebbe continuare a posizionare nelle primissime posioni della SERP un articolo intitolato “Le nuove tecnologie agricole nel 2009”…se siamo nel 2019 e negli ultimi 10 anni si sono susseguiti tantissimi macchinari più performanti ?

Google agisce da giudice imparziale e si sente di non fare un grosso torto nel premiare altri siti che invece hanno risposto meglio alla keywords “tecnologie agricole”, pubblicando articoli più attuali e coerenti con il contesto di chi pone questa query nel 2019.
Aggiornare gli articoli più vecchi, quando ci accorgiamo dei nuovi intenti di ricerca esplicitati dai siti che si posizionano nella top 10, è un ottimo metodo per recuperare le posizioni perdute nel tempo e riacquisire la fiducia di Google che in questo modo riconoscerebbe che “stiamo sul pezzo”.

Altro suggerimento utile può essere quello di non lasciare riferimenti a date all’interno delle URL, perchè se è vero che un titolo possiamo sempre modificarlo, cambiare una URL o fare un redirect per rimediare a questo errore è un po’ più complicato.

Combattere i link spam

Ai SEO piace molto disquisire se servono o se non servono, ma senza giri di parole, vi assicuro che avere un profilo link “cazzuto” è un must per un sito che ambisce a fare strada nel proprio settore di riferimento. L’importante sarà scegliere bene quali link sono validi e quali risultano negativi, al punto da essere costretti a rifiutarli mediante la funzione “disallov”, attivabile mediante Google Search Console. Tante volte i nostri siti perdono traffico e trascuriamo il fatto che plotoni di bot cinesi stanno spammando il nostro profilo link con collegamenti da siti porno e domini malevoli. Programmare una sistematica analisi dei backlink che riceviamo scongiurerà numerosi problemi in ottica SEO.

Quando non si effettua una valida ottimizzazione dei contenuti può accadere di avere più pagine all’interno del nostro sito che competono per la stessa keywords, perchè Google riconosce in loro la stessa “intenzione di ricerca”. Questa situazione è la classica condizione che fa nascere problemi di cannibalizzazione interna delle keywords.


Cannibalizzazione tra le pagine

Significa che due o più articoli interni allo stesso progetto web iniziano a farsi concorrenza sulla medesima SERP.
Questa situazione non è ben vista da Google perchè presuppone un CTR più basso da parte degli utenti, posti nella condizione di indecisione, disperdono i loro click tra una e l’altra pagina. Di conseguenza una pagina che potrebbe ricevere un numero più alto di click si trova a riceverne meno a causa del “fuoco amico”.

Scrivere intenzionalmente degli articoli con lo stesso search intent non è una mossa SEO vincente, ma neanche ritrovarsi con problemi di cannibalizzazione senza correre ai ripari rappresenta la giusta strategia.
Per questa ragione occorre essere “esaustivi” quando si scrive un articolo e cercare di riempire di informazioni utili il testo, ordinandole in maniera corretta e immediatamente riconoscibile. In caso contrario, il rischio che un utente esca dal nostro sito, per cliccare su altri, perchè non trova soddisfatti i suoi bisogni di ricerca, è molto elevato.

Cosa fare in caso di cannibalization?

Esistono alcune operazioni che possono aiutare ad uscire da una penalizzazione dovuta alla cannibalizzazione tra pagine.

 

  1. Rivedere tag title e keywords della pagina. Assicurarsi che siano coerenti con il testo e qualora si trovassero delle parole chiavi ambigue o lontane dal search intent della pagina, meglio sostituirle, rafforzando il concetto che vorremmo far realmente emergere.
  2. Verificare la struttura dei link delle pagine cannibalizzate, mediante Google Search Console e provare a rimuovere dei link fuorvinti o a modificare delle anchor text che potrebbero aver accentuato il problema.
  3. Utilizzare correttamente il tag Canonical, comunicando a Google che una pagina non sia altro che una protesi di un’altra e quindi insegnandogli che non si tratta più di 2 pagine distinte, ma di una pagina unica, impossibile da cannibalizzare, in quanto singola.

Leave a Comment

What City Do You See?