Il link building del Paleolitico 2.0 è finalmente superata

Nel mondo Seo parlare di link building è un po’ come parlare di hamburger in un Mc’Donalds. Impossibile farne a meno, anche perchè il link building è stato un vero e proprio mantra per un qualsiasi Seo Specialist almeno sino a cinque anni fa. Nel frattempo molte cose sono cambiate. Passano le stagioni e l’algoritmo di Google diventa sempre più raffinato, in grado di riconoscere facilmente il lavoro di un consulente seo improvvisato che continua a rapportarsi al link building con la stessa logica del passato. Favorire il posizionamento sui motori di ricerca utilizzando delle tecniche vecchie megabyte luce equivarrebbe un po’ a giocare a calcio, nella convinzione che non esista il fuorigioco o che il portiere possa raccogliere con le mani un passaggio del difensore della propria squadra. Le regole sono cambiate e i giocatori sono tenuti a rispettarle. In caso contrario, come nel calcio così nel mondo del posizionamento di siti internet, vi sarà un arbitro pronto a punire chi infrange queste regole. Nel caso delle tecniche Seo, l’arbitro chiamato a punire il consulente Seo che gioca scorrettamente è ovviamente Google.
Molti Seo specialist, che di speciale avevano solo una spiccata incapacità nell’aggiornare il proprio modus operandi, si sono così ritrovati a fare i conti con una porta sbattuta in faccia da Google e a dover fare i conti con tanto temute penalizzazioni. Loro, che avevano spadroneggiato in modo impune sino a pochissimi anni fa, hanno dovuto assistere al declassamento vertiginoso delle loro migliori keywords dalla Serp e alla conseguente e drastica riduzione del traffico sui siti web su cui lavoravano. Arrivati a questo punto, le strade che questi presunti specialisti della Seo del Paleolitico 2.0 sono generalmente due: interrompere qualsiasi attività di link building, perchè terrorizzati dalle penalizzazioni di Google, oppure rompere col il passato e aggiornarsi con le nuove regole e apprendere le migliori tecniche Seo apprezzate dal famigerato algoritmo di Google. La verità è solo una, perchè chi vuole vincere la battaglia con la link building e primeggiare nella link popularity, non può permettersi di abbandonare il campo e soltanto chi imparerà le corrette regole del gioco avrà l’onore di vincere la partita.
Allo stesso tempo, chi comincia oggi a fare link building non dovrà lavorare più con le regole di ieri, ma con quelle di domani. Allora ci pensa Copywriter Seo a dare qualche consiglio concreto e illustrare come vecchi capisaldi della link building oggi debbano considerarsi estinti…proprio come dinosauri!

I miti da sfatare sulla link building:

  • Non chiedere mai un’ancora nel footer. Nella nuova link building, onde scongiurare drammatiche penalizzazioni, non bisogna mai ricevere link che si ripetono poi in tutta la struttura del sito ospitante.
  • Non puntare sulla quantità dei link, ma sulla qualità degli stessi.
  • Non cercare di ricevere backlinks da quei siti che ricevono più visite, ma da quelli che hanno una coerenza semantica maggiore con il contenuto di rimando del nostro link.
  • Non credere che i link not follow siano meno importanti degli altri. Oggi come oggi, l’algoritmo di Google, anche per difendersi dalla cassa di risonanza innescata dal boom dei social network, si concentra più sul testo che sul collegamento ipertestuale in sé.
  • Non puntare tutto su anchor text e page rank, mai come in questo momento della storia digitale Google è alla ricerca di menzioni coerenti e di gente che ne parla disinteressatamente nei canali social.

Se i Seo Specialist impareranno ad approcciarsi alla link building senza link avranno già compiuto un passo importante verso la perfetta ottimizzazione di un sito web e si accorgeranno presto come la new link building sia più vicina al marketing di quanto non fosse in passato.