Meta Tags SEO: title, description, header. Ancora utili o no ?

uomo dubbioso

Anche se nel tempo  con gli ultimi aggiornamenti Google ha dato meno importanza a questi fattori, ancora oggi riescono ad influenzare il posizionamento sui motori di ricerca.
I due principali Meta TAG sono:

Tag Title
Tag Description

Rappresentano i primi indicatori attraverso cui comunicare di che cosa parla la pagina
Possiamo sostenere come siano ancora influenti in quanti attraverso la Google Search Console, che impareremo a conoscere successivamente, vengono segnalati eventuali errori, attraverso la sezione “Miglioramenti HTML” di Google Search Console.

Cosa è il TAG TITLE?

Non è altro che il titolo che daremo alla nostra web page e serve al pubblico per capire quale sia l’argomento principale trattato, stabilendo da subito se risulta in coerenza con quello che cercavano attraverso la “query”.
Anche se breve e di facile compilazione è ancora oggi in grado di condizionare il posizionamento di una pagina e delle parole chiave che la attivano.

Tag Title: cos’è e come compilarlo

Il tag title compare nell’area superiore del browser e rappresenta la prima riga dello snippet fornito da Google quando viene fatta una ricerca

snippet-tag-title

Come si scrive un buon Tag TITLE in ottica SEO?

Affinchè risulti efficacie e quindi utile a posizionarsi sulla SERP dovrebbe:

1. Non avere una lunghezza superiore ai 30 caratteri
2. Avere una lunghezza massima compresa  tra 55 e 60 caratteristica
3. Deve contenere l’argomento principale della pagina
4. Deve essere composto dalla keyword più importante su cui stiamo lavorando all’interno di quella pagina
5. Deve avere al suo interno il nome del sito o eventualmente del brand
6. Deve essere unico nel web e mai ripetuto in altre pagine del sito
7. E’ importante che condizioni positivamente il CTR, per questa ragione dovrà risultare persuasivo e invogliare a cliccare.

Se le parole inserite nel TAG Title sono le stesse digitate dall’utente che esegue una ricerca sul web, saranno mostrate in grassetto, risultando più evidenti. Questo meccanismo consente al pubblico di definire da subito, al primo sguardo, che il sito su cui si apprestano a cliccare è coerente con quello che stanno cercando.

Come scrivere una buona Meta Description

Si tratta del riassunto della pagina o comunque di un’estratto di questa. Va subito precisato che anche se oggi quello che scriveremo nella meta description non sarà utilizzato da Google per determinare il posizionamento di quella pagina, in realtà può influenzare il Click Through Rate degli utenti. Se scrivo bene una meta description ho maggiori possibilità che un utente clicchi sul link con l’intenzione di approfondire la ricerca e quindi entrare nel nostro sito web.
L’importante è che debba esserci coerenza tra quello che scrivo nella “breve descrizione” e quello che sarà il documento testuale che andranno a leggere dopo il click. L’utilizzo di determinate keywords servirà per rassicurare il pubblico, comunicandogli che ha trovato quello che ha espresso attraverso la query. Scrivere bene una meta description significa convincere il potenziale cliente a cliccare proprio su di noi.

Attualmente la lunghezza massima della meta description è di 160 caratteri, ma non prendete questo valore come assoluto, visto che Google lo cambia spesso, aumentando o diminuendo il numero massimo di caratteri consentiti. Se “big G” non ritiene la meta description scritta secondo le finalità di ricerca dell’utente, produrrà uno snippet code automatico, selezionandolo in maniera arbitraria o l’inizio o la parte del testo che reputerà più coerente.
Consiglio per scrivere correttamente una meta description:

  • se lavorate su di una pagina che volete posizionare su 1 o 2 parole chiave, inseritele nella vostra meta description, all’interno di una frase di senso compiuto e interessante;
  • se invece lavorate su di una pagina che volete ottimizzare per una long tail keyword a poco traffico oppure nelle pagine di categoria, all’interno delle quali sono contenute tantissimi articoli di blog o prodotti, lasciate vuota la meta description e lasciate che sia Google a decidere al posto vostro cosa sia più utile far leggere nello snippet.

Pratiche sconsigliate:

 

  • non ripetere le parole chiave che vuoi posizionare troppe volte quando compili una meta description. Si tratta di “keyword stuffing”, ovvero di una pratica che Google considera proibita, che potrebbe esporre quella pagina del sito o l’interro progetto a poenalizzazione.
  • non utilizzare le keywords che hai intenzione di “spingere” in SERP solo nella meta descrizione, disinteressandoti di utilizzarle all’interno del testo stesso di quella pagina.

L’importanza degli header

 

Lo spider di Google quando scansiona un sito non ha il tempo di leggere ognuno dei suoi elementi, attribuendone nel minor tempo possibile un significato e quindi una valutazione che inciderà sul posizionamento di quella pagina. Soprattutto quando il testo è superiore ai 350 caratteri ha bisogno dei tag Header per leggerne gli elementi essenziali. Gli “h” tags che andremo ad inserire mediante codice HTML serviranno per assegnare una priorità ai paragrafi del testo, che influirà anche sulla modalità di lettura da parte dei lettori.
Gli headers vengono detti anche intestazioni e vanno dall’H1 all’H6, indicando con H1 il più importante e con H6 quello meno importante. E’ in questo senso che si parla spesso di gerarchia tra gli headers. A livello SEO possiamo dire che gli headers più influenti sono quelli dal H1 all’H4 e corrispondono a quelli che in WORD vengono indicati con la voce “titoli”.
Anche se gli editor di testo HTML ci aiutano ad inserirli in un documento senza conoserne il codice, qualora volessimo utilizzare l’HTML dovremmo usare la seguente stringa:

<h1>
prima del testo a cui vogliamo dare “importanza 1”, quindi principale
e
</h1>

dopo la fine dell’ultima parola a cui stabiliamo di dare rilevanza 1.

E’ buona regola continuare ad usare H2 per il titolo di ogni paragrafo e quindi H3 per quello di un sottoparagrafo. L’H4 si usa molto meno e solo in caso di testi molto lunghi e articolati che necessitano di ulteriori suddivisioni e di un ordine ancora maggiore.
Usare massimo un H1 in tutto il testo in modo da dargli maggiore importanza. Per quel che riguarda tutti gli altri tag, non esiste invece un numero massimo di tag che è possibile usare, basterà usare la logica e impiegarli quando servono davvero e senza forzature di alcun tipo. Se cercate dei clienti felici, che trovino corrispondenza tra volontà di ricerca e risultato trovato, date la giusta importanza alla strutturazione delle H tag nel testo, altrimenti resteranno delusi e scapperanno dal vostro sito.

Alcuni consigli generali:

  1. Per ottimizzare i Tag H è fondamentale inserire al loro interno delle keywords di nostro interesse, questo vale sia per gli H1, che possono coincidere con il Tag Title, che per tutti gli altri H.
  2. Non create degli headers eccessivamente ottimizzati per le parole chiave che volete posizionare, è buona norma alternare keyords a coda lunga a chiavi secche o al limite sinonimi.
  3. Posiziona l’H1 nella parte alta del testo. E’ importante che il pubblico lo veda subito e intuisca a un primo sguardo di essere giunta nel sito giusto.
  4. La lunghezza del tag H1 non dovrà eccedere i 55 caratteri, in modo tale da risultare più incisiva
  5. Inserite i tag H solo se serve davvero alla navigazione. A volte l’uso del grassetto in una frase è sufficiente per dare rilevanza e ordine alla lettura.

Uso appropriato del Tag Alt di un’immagine

 

Sono stati ideati per risolvere un problema pratico legato al Mondo della disabilità. Servono intatti per far “leggere” le immagini agli screen reader impiegati dai non vedenti. In questo modo, il testo usato per descrivere l’immagine mediante il Tag Alt, servirà per descrivere un’immagine che altrimenti, a causa di un deficit fisico, non potrebbe mai essere osservata e quindi compresa da un non vedente.
Il suffisso Alt sta ad indicare che quel tag consentirà una lettura su strumenti “alternativi”, come quelli impiegati dai non vedenti per leggere un documento web.
A conti fatti l’Alt tag è anche un modo che permette di leggere le foto e i file jpeg e jpg anche su quei computer in cui, magari per velocizzare il caricamento delle pagine, è stata disattivata la funzione “visualizza immagini”.

Qual’è la funzione dell’attributo title in un’immagine?

Anche se non è considerato un parametro in grado di influenzare il posizionamento di un sito internet, può invece migliorare l’esperienza di navigazione di un utente. Quello che inseriremo nel titolo dell’immagine infatti sarà visibile e quindi leggibile dall’utente quando passerà con il mouse sull’immagine.
Il consiglio è quello di usare un title immagine che colpisca l’attenzione del lettore e che sia allo stesso tempo utile per completare il significato del Tag Alt.
E’ fondamentale mettersi nei panni dell’utente e scegliere il titolo dell’immagine facendosi questa domanda:
“che cosa rappresenta questa immagine?”

Inutile confondere le idee del lettore e scegliere un title accattivante, ma fuorviante. Rischiamo di aumentare il bouncing rate del nostro pubblico, ed è l’ultima cosa che vogliamo.

sole splendente

Esempio di title errato immag_1
Esempio corretto di immagine: sole-splendente

N.B. si separano le parole sempre con il trattino centrale “ – “ e MAI con quello basso

Scegliere l’immagine giusta

In un Mondo dominato dalle mode e dall’apparenza, gli utenti cercano all’interno di un sito anche dei contenuti visivi che possano impreziosire la visita di una data pagina. Si può intendere di conseguenza l’importanza che può avere la scelta di foto e immagini belle e descrittive, capaci di migliorare l’user experience.

Alcuni suggerimenti per realizzare al meglio questa operazione:

 

  • Inserire immagini pertinenti e solo dove realmente utili alla comprensione del testo
  • Seleziona foto originali, Google apprezza le immagini uniche e potrebbe penalizzare quelle usate da tantissimi altri siti. Esistono tanti canali dove reperire foto originali, come ad esempio fotolia.com e nel caso tu non disponga di un buon fotografo e voglia dar vita ad un progetto online ambizioso, ti converrà acquistare delle foto originali e quindi avvantaggiarti sui tuoi competitors.
  • Non sottovalutare come esistano molti utenti che effettuano ricerche per immagine, soprattutto quando utilizzano lo smartphone. Verifica se le foto da te inserite sono ottimizzate se viste da dispositivi mobile. Uno strumento gratuito per farlo è questo :

https://search.google.com/test/mobile-friendly

La velocità prima di tutto

Sappiamo con certezza che più un sito è veloce maggiore sarà il suo apprezzamento da parte di Google. Di conseguenza quando scegliamo le immagini da inserire dovremmo protendere per un giusto compromesso tra buona qualità della foto e modeste dimensioni del file.
Da un lato dobbiamo offrire un’immagine bella e dettagliata, dall’altro però non possiamo permetterci che alcuni utenti, che dispongono di una connessione lenta, possano impiegare troppo tempo nel caricare la pagina del nostro sito, a causa di immagini troppo “pesanti”. Per ovviare a questo problema sarà importante comprimere le foto e per farlo possiamo ricorrere ai tanti tool offerti dal Mondo del web, come ad esempio :
https://compressor.io/

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